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Angelo De Maio nasce a Roma nel 1969 dove attualmente vive e lavora. Nel 1988 si diploma presso il 2° Liceo Artistico di Roma. La sua ricerca pittorica inizia affrontando le tematiche dell'astrattismo lirico per approdare ad una pittura più genuina ed intimista, dove la materia e il colore predominano, riacquistando forma e disegno, nonché, rigore formale.

Nel 1997 espone a Roma unitamente ad artisti del “Gruppo Zero”, presentando opere della serie "La magia del Colore-Materia".

Si stabilisce a Firenze nel 1999 dove, influenzato dal retaggio rinascimentale del capoluogo toscano, pone al centro del suo studio l'universo femminile, cogliendone l’essenza, senza veli e tabù.

Ritornato nuovamente nella sua Roma nel 2002, tiene la sua prima Personale presso la “Galleria Stefano Simmi” nel 2003 dove, complice il grande successo ottenuto, bisserà del 2004. Partecipa in seguito a numerose collettive.

Nel 2007, la poetessa romana Rita Palopoli, seleziona alcuni suoi dipinti che accompagneranno la raccolta di poesie nel libro dal titolo "Parole nel tempo", edito dalla Casa Editrice "il FILO" di Roma.

Nell’aprile del 2009 la “Galleria Stefano Simmi” presenta i suoi nuovi lavori della serie “RomAmoR”, nella quale riscopre la città “eterna”, rielaborata in una nuova visione “pop”, dove piazze, monumenti, palazzi e turisti prendono corpo sulle sue tele in un disegno minuzioso ma “essenziale”, rifinito solo dalle accezioni primarie dei colori acrilici.

Nel giugno 2009 è invitato ad esporre presso lo "Spazio Etoil" di Piazza San Lorenzo in Lucina in Roma alla collettiva patrocinata dal Comune di Roma, Unicef ed Arma dei Carabinieri.

Seguiranno successivamente mostre in tutta Europa da Londra e Parigi nel 2013, Berlino 2014 e varie mostra in Italia, Padova, Lucca ed ancora Roma. Notato dal critico prof. Vittorio Sgarbi, viene inserito tra gli artisti emergenti nella pubblicazione “Europa in Arte” del 2013, prosegue le sue mostre a Venezia nell’ottobre 2014 proprio con il Prof. Sgarbi, e Madrid, Helsinki e Stoccolma nel 2015.

Nel 2016 a Bologna in occasione dell'Expo Bologna 2016, presso la Galleria "WikiArte", ottiene il 2° posto della critica, assegnato dal Prof. G. Faccenda e dal Dott. G. Grasso, con l'opera "turista a S. Barbara a largo dei Librari".

Nel 2017 partecipa su invito e fuori concorso all'Expo Bologna 2017, sempre presso la Galleria "WikiArte".

La galleria "Wiki Arte" ha presentato una sua mostra personale dal 25 marzo al 6 aprile 2017.

Attualmente il Maestro sta lavorando per una nuova commissione per uno spazio privato, che lo impegnerà per tutto il 2018.

 

CRITICA

 

L'artista nasce a Roma, dove attualmente vive e lavora. Sviluppa le proprie capacità artistiche all'interno dell’ambiente culturale della Capitale e si diploma presso il liceo artistico. Stabilitosi a Firenze nel 1999, influenzato dal retaggio rinascimentale toscano, pone al centro del suo studio l’universo femminile, cogliendone l'essenza, senza veli e tabù. Ritornato a Roma nel 2002, tiene la sua prima personale nel 2003 e da allora partecipa a numerose collettive. I lavori di Angelo De Maio, appartenenti alla serie “RomAmoR”, riscoprono la città eterna, rielaborata in una visione "pop". In essi, la figurazione raggiunge effetti scenografici soprattutto per il segno minuzioso, ma "essenziale", con cui sono evidenziate piazze, monumenti, figure umane, palazzi. Il tutto rifinito in un contesto cromatico giocato sulle accezioni primarie dei colori acrilici, che danno sontuosità alla tra¬dizione del suo pensiero. L'artista, pertanto, sostenuto dalla corposa qualità cromatica e da una piacevole sintesi del disegno, interpreta alcune scene di vita cittadina con emozioni e sentimenti, che assumono veste di situazioni reali, sebbene interiorizzate con vezzo rinascimentale. Egli, in altri quadri, affronta anche l'astrattismo lirico o una pittura più genuina e intimista, dove predominano tonalità vive e rigore.

Paolo Levi

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Le sue tele, trattate ormai soltanto più ad acrilico, sono un omaggio all'architettura barocca romana alla scultura di Michelangelo e di Bernini, alla grandiosità della città romana imperiale, i cui simboli da secoli sono riprodotti in tutto il mondo. Il Colosseo, Trinità dei Monti, Castel Sant'Angelo o il Campidoglio e il Pantheon non necessitano più di essere raccontati per quel che sono, noti, anzi notissimi, ai più e così De Maio può reinventarli, reinterpretando quel passato immobile della città alla luce di un presente invece in movimento. Le strade e le piazze di Roma sono attraversate dai turisti di oggi, dai pellegrini e dalle auto che ancora domani popoleranno questa città eterna. All'insegna dell'energia e della contaminazione dei linguaggi, gli scorci paesaggistici di De Maio, così come i dettagli delle sculture barocche che ama disegnare, confessano un taglio fotografico e colori che richiamano chiaramente l'arte pop. Su molte delle sue tele a fianco dei bianchi e dei neri trovano spazio soltanto i colori primari e nella maggior parte dei casi la scelta dei colori ricorda quelli delle immagini rielaborate in post produzione secondo modelli CMYK o RGB. La stessa scelta di non rappresentare angoli nascosti della città - se ancora di angoli nascosti di Roma si può parlare - ma al contrario di rappresentare panorami tra i più noti e suggestivi rivela un chiaro indirizzo pop dell'artista.

Patrizia Ranieri

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Roma – Visione post-moderna di una città dal cuore antico

 

di Daniele Galiè

 

L’artista ci accompagna in questo viaggio descrivendoci una Roma che affascina ed attrae chiunque, una città che da secoli è la culla della cultura e della civiltà.

L’osservatore avrà modo di riscontrare attraverso le opere esposte i particolari accuratamente e minuziosamente descritti dall’artista, gli stessi particolari che a volte, agli occhi di chi vive freneticamente la città, passano inosservati.

Abituato a vedere i monumenti, le piazze ed i ponti di Roma in una veste del tutto classica, De Maio spiazza il suo interlocutore, mettendolo di fronte a quella che è una visione “Pop” della città attraverso l’uso dei colori primari sapientemente e magistralmente stesi sulla tela.

Un equilibrio cromatico che rende l’opera quasi reale, come se fosse da sempre la veste fastosa indossata dalla città eterna. Come a sottolineare il manifesto splendore che da sempre ha caratterizzato Roma.

Angelo De Maio ci offre la sua visione post-moderna di una città dal cuore antico, dalle radici socio-culturali ben salde, dai contenuti culturali manifesti e dai contenuti latenti quali aggregazione, senso di appartenenza e interazione tra individui.

Le sue tele i raccontano una città dinamica, da sempre crocevia di genti e popoli appartenenti a culture, religioni ed ideologie differenti, e al contempo presentano una città che silenziosamente accetta il cambiamento tanto da rimanerne lei stessa attratta, compiacente.

Le piazze e i ponti sono il centro dinamico della vita della città, punti d’incontro di culture differenti, dove identità, religioni e ideali s’intrecciano nella tensione dell’incontro per dissolvere le diversità di fronte all’imponenza e alla spiritualità che la città eterna sprigiona.

Le strade sono il crocevia che porta chiunque le percorra a confrontarsi con l'ambiente circostante, ricco di storia, all’interno del quale l’osservatore è portato a sentirsi parte della città, testimone di una metropoli che nel tempo, pur evolvendosi e modernizzandosi, è riuscita a mantenere un aspetto che la caratterizza nel mondo attraverso lo splendore indiscusso dei suoi monumenti.

Gli stessi monumenti nelle opere dell’artista sembrano silenziosamente dominare la città al suo risveglio, come a sottolineare che lo stato di inalteratezza e di mantenimento della Roma post-moderna sia dovuto all'azione costante di vigilanza che gli stessi monumenti hanno nei secoli esercitato sulla città.

 

Copyright ©, tutti i diritti riservati, Angelo De Maio - 26nd January 2015

 

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